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Rifinanziato l’incentivo “On – Oltre Nuove imprese a tasso zero”

La legge n.234 del 30 dicembre 2021 (legge di bilancio 2022) ha, nell’ambito dei numerosi benefici concessi, rifinanziato l’incentivo “ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero” prevedendo 50 milioni di euro per ogni anno del triennio 2022-2024.

“ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero”, giova ricordare, è l’incentivo rivolto a giovani e donne che intendono avviare o consolidare iniziative imprenditoriali nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.
Il beneficio, deciso
dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia, prevede un mix di finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto, finalizzati alla realizzazione di nuove imprese o anche per ampliare, diversificare e trasformare esercizi già esistenti.
L’importo erogato può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili, con una soglia massima richiedibile pari a 3 milioni di euro.

L’incentivo è destinato a micro e piccole imprese composte in prevalenza o totalmente da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età, su tutto il territorio nazionale.
E’ previsto, come requisito imprescindibile, che l’impresa abbia una compagine sociale composta per almeno il 51% da giovani under 35 e da donne senza limiti d’età. Per maggioranza della compagine sociale si intende sia il numero effettivo di componenti giovani e/o donne, sia le quote di capitale possedute dai singoli partecipanti.

A seconda che siano state costituite da più o meno 3 anni, le imprese accedono al finanziamento con regole e modalità differenti; sono escluse, tuttavia, le ditte individuali, le società semplici, le società di fatto.

Le imprese che vogliono accedere all’incentivo devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite ed essere iscritte nel Registro delle Imprese e con almeno una sede sul territorio italiano;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • aver restituito somme dovute relative alle agevolazioni già concesse e
    non essere incorse nell’applicazione della sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
  • non avere i propri legali rappresentanti o amministratori condannati per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione ad un bando pubblico.

Il finanziamento può essere destinato alla realizzazione di nuove iniziative o ampliare, diversificare e trasformare le attività già avviate, garantendo una copertura delle spese ammissibili fino al 90% rimborsabile in 10 anni.

Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro, mentre è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori al predetto importo.

A seconda che le imprese siano costituite da più o meno di 3 anni sono previste due linee di finanziamento con programmi di spesa e regime di aiuti diversi.

Le imprese costituite da non più di 3 anni possono ottenere un finanziamento a tasso zero della durata massima di 10 anni e un fondo perduto del 20%.

Il finanziamento può coprire il 90% del totale di spese ammissibili fino a 1,5 milioni di euro, al netto di IVA. Tuttavia, gli importi erogati in forma di finanziamento agevolato a tasso zero devono corrispondere ad almeno il 50% delle agevolazioni globalmenterichieste.
Sono ammissibili le seguenti spese:

Opere murarie e assimilate (30% investimento ammissibile);
Macchinari, impianti e attrezzature;
Programmi informatici e servizi per l’ICT;
Brevetti, licenze e marchi;
Consulenze specialistiche (5% investimento ammissibile);
Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento;
Spese per la costituzione della società.

Per le imprese costituite  nel periodo compreso fra 3 e 5 anni è previsto un finanziamento a tasso zero della durata massima di 10 anni e fondo perduto del 15%.

Tale finanziamento può coprire il 90% del totale di spese ammissibili fino a 3 milioni di euro, al netto di IVA.
In tale ambito sono ammissibili le seguenti spese:

Acquisto di immobili solo nel settore turistico (40% investimento ammissibile);
Opere murarie e assimilate (30% investimento ammissibile);
Macchinari, impianti e attrezzature.

Le agevolazioni hanno la finalità di realizzare una nuova impresa o sviluppare e consolidare esercizi già esistenti, purché rientrino nelle seguenti aree d’intervento:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della
    trasformazione di prodotti agricoli, inclusi quelli afferenti all’innovazione sociale;
    fornitura di servizi alle imprese e/o alle persone, compresi quelli afferenti all’innovazione sociale;
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo, incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza.

Sono invece escluse tutte le attività afferenti ai settori:

  • di produzione primaria di prodotti agricoli;
  • carboniero relativamente agli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive;
  • per il sostegno ad attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri o ad altre spese connesse all’attività di esportazione;
  • programmi informatici.

Le agevolazioni sono erogate per stati avanzamento lavori (SAL) in non più di 5 quote, comprensive dell’ultima a saldo. Al fine di favorire maggiormente la sostenibilità finanziaria dei programmi di investimento, l’erogazione delle singole quote può avvenire a fronte della presentazione di titoli di spesa anche non quietanzati, purché nei limiti del 20%  delle agevolazioni concesse nel caso del primo SAL e del 30% per i SAL successivi al primo. Per ogni quota diversa dalla prima l’impresa, comunque, è tenuta alla dimostrazione dell’effettivo pagamento, mediante esibizione delle relative quietanze, dei titoli di spesa presentati ai fini dell’erogazione precedente.

In alternativa alle modalità di erogazione sopra indicate, le singole erogazioni possono essere corrisposte sulla base di fatture di acquisto non quietanzate purché vincolate ad un contratto di conto corrente di cui alla convenzione già stipulata tra il Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia e l’Associazione Bancaria Italiana, in grado di garantire il pagamento ai fornitori, dei beni agevolati, in tempi celeri.

È, inoltre, prevista la possibilità per l’impresa di richiedere, previa presentazione di fideiussione bancaria, l’erogazione di una prima quota di agevolazione, non superiore al 40% dell’importo complessivo delle agevolazioni concesse, a titolo di anticipazione.

Le domande possono essere presentate esclusivamente online, utilizzando la procedura messa a disposizione sul portale di Invitalia.

Tra i vari adempimenti da assolvere, è opportuno segnalare la redazione di un dettagliato Business Plan e la compilazione di tutti campi obbligatori previsti dal portale. La domanda deve essere collegata ad un unico programma di investimento e uno stesso programma non può  essere ripartito in più domande di agevolazione.Essendo un bando a sportello, non sono previste scadenze, né graduatorie; le domande saranno esaminate in base all’ordine di presentazione.

Dr. Luigi Fiaccola

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